Il sindaco di Figino Serenza ha partecipato al confronto tra amministratori locali e l'Arcivescovo di Milano. Al centro dell'incontro il futuro delle comunità, il ruolo dei giovani e la necessità di rafforzare la collaborazione tra le istituzioni
Una comunità capace di ascoltare, coinvolgere e valorizzare le nuove generazioni. È questo uno dei messaggi più significativi emersi dall'incontro che si è svolto lo scorso 30 maggio presso l'Auditorium della Provincia di Monza e Brianza, dove l'Arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini ha incontrato sindaci e amministratori della Zona Pastorale V, che comprende la provincia di Monza e Brianza e diversi Comuni del Comasco, tra cui Figino Serenza, Carimate e Novedrate.
A rappresentare Figino Serenza era presente il sindaco Stefano Tomaselli, che ha voluto condividere una riflessione sui temi affrontati durante la mattinata.
«L'incontro è stato un'importante occasione di riflessione sul lavoro svolto dalle amministrazioni locali e soprattutto sul ruolo che istituzioni e realtà sociali possono svolgere nel costruire comunità sempre più attente alle persone e ai loro bisogni»,
ha spiegato il primo cittadino.
Il confronto ha preso spunto dalla Lettera alla Città dell'Arcivescovo, intitolata "Ma essa non cadde - La casa comune, responsabilità condivisa", e ha visto il coinvolgimento diretto anche di numerosi giovani chiamati a confrontarsi con amministratori e rappresentanti delle istituzioni sui temi del bene comune, della partecipazione e delle sfide che attendono i territori.
I giovani al centro della comunità
Tra gli argomenti maggiormente approfonditi è emerso il tema del rapporto tra le amministrazioni e le nuove generazioni.
«È emersa la necessità di offrire occasioni concrete di ascolto, confronto e partecipazione, affinché ragazze e ragazzi possano sentirsi parte attiva della comunità», sottolinea Tomaselli. «Non progetti pensati per i giovani, ma percorsi costruiti insieme ai giovani, riconoscendoli come cittadini del presente e non soltanto del futuro. La comunità è una casa che abitano già oggi e nella quale hanno il diritto e la responsabilità di far sentire la propria voce».
Una visione che trova piena sintonia con quanto emerso durante il dibattito promosso dalla Diocesi, nel quale i rappresentanti del Tavolo Giovani della Zona Pastorale hanno avanzato proposte concrete per favorire la partecipazione e contrastare l'isolamento sociale: dagli spazi di comunità dedicati ai ragazzi fino alla creazione di tavoli permanenti di confronto con le amministrazioni comunali.
Delpini: «Serve una rivoluzione culturale»
Nel suo intervento conclusivo, l'Arcivescovo Mario Delpini ha richiamato l'attenzione sulle sfide che interessano l'intera società, dalla denatalità all'individualismo, fino alla crescente difficoltà di immaginare il futuro.
«Serve una responsabilità condivisa per avviare una vera rivoluzione culturale che contrasti il declino della società»,
ha affermato l'Arcivescovo, invitando amministratori, cittadini e giovani a passare dalla logica dell'io a quella del noi, rafforzando il senso di appartenenza e la cura del bene comune.
Un messaggio che risuona particolarmente significativo anche nei territori della Brianza e del Comasco, dove le amministrazioni locali sono chiamate ogni giorno a confrontarsi con le esigenze delle famiglie, delle associazioni e delle nuove generazioni.
L'impegno di Figino Serenza
Per il sindaco Tomaselli, l'incontro rappresenta uno stimolo concreto per proseguire il percorso già avviato sul territorio.
«Questa riflessione rappresenta per noi uno stimolo importante a proseguire e rafforzare il percorso che, come Amministrazione, desideriamo costruire insieme ai giovani e alle realtà del territorio», evidenzia il primo cittadino.
«Un cammino fondato sull'ascolto reciproco, sulla partecipazione e sulla corresponsabilità, capace di mettere in rete scuole, associazioni, parrocchie, famiglie e istituzioni affinché ciascuno possa contribuire, con il proprio punto di vista e le proprie competenze, alla crescita della comunità».
Un impegno che guarda al futuro ma che coinvolge il presente, nella convinzione che una comunità cresca davvero quando ogni persona si sente parte attiva del proprio territorio.
«Come Amministrazione continueremo a sostenere l'importanza del dialogo e della collaborazione tra tutte le componenti della comunità. Siamo convinti che una comunità cresca davvero quando ciascuno mette a disposizione il proprio contributo e si sente corresponsabile del bene comune»,
conclude Tomaselli.